Spazio lettere
La cosa più bella e naturale del mondo sia del genere umano che animale è procreare, dare nuova vita… dar seguito alla nostra vita, dar seguito ai nostri cromosomi miscelati con quelli della persona amata.
Ma quando una diagnosi accerta che il nostro bambino è malato e per lo più da una malattia rara, non c’è devastazione peggiore nella nostra mente. Nulla ha più senso, tanto meno la propria vita che fino a qualche minuto prima era piena di gioia, sogni e ambizioni.
Nel mondo animale vige la legge della giungla, ossia sopravvivono solo i più forti e sani. Ma nel mondo umano siamo portati a salvare il possibile…..credo che nessuno genitore non tenti il possibile e anche l’impossibile per salavare il proprio figlio….
Ma l’angoscia che ti porti dentro è altrettanto grande all’amore che provi per lui……l’impotenza e i sensi di colpa ti lacerano le membrane ad ogni pensiero.
Siamo tutte persone “normali” con vite normali, ambizioni normali, sogni normali, e invece in attimo ti ritrovi a non essere più normale “dentro”, voler capire….e la domanda che ti spappola la mente è “perché proprio a mio figlio?” nessuno può darti una risposta…..e vivi giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto con un pezzo di cuore.
In tutto questo siamo soli, e molto spesso “sole”, perché la maggior parte dei papà hanno l’alibi del lavoro per poter estraniarsi alla realtà che li ha travolti, la mamma no. La mamma è lì, è sempre lì…..tra speranza e desolazione. Il sorriso si è spento e i sensi di colpa crescono.
La vita là fuori continua, e nessuno si accorge di te. Tutti vorrebbero sapere ma nessuno ti ascolta.
Negli ospedali siamo mamme di numeri letti e nessuno ci rassicura.
Devi trovare il coraggio, la forza, l’intelligenza, la delicatezza, l’astuzia, la determinazione, la gentilezza, la compressione, la pazienza, per reagire ed affrontare tutto e tutti… da Sola.
Paola